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Piazza degli Eroi

A proposito di questo spettacolo

Per la prima volta in Italia il regista, sceneggiatore e scrittore palermitano Roberto Andò mette in scena Piazza degli Eroi, l’ultimo testo teatrale di Thomas Bernhard: il suo testo più politico, il suo testamento, uno dei suoi indiscussi capolavori.

Nel disegnare il suo estremo congedo dalla vita e dal teatro, Bernhard dà un nome e un tempo all’ottusità brutale che vede avanzare: Vienna, marzo 1988, simbolo di un’Austria corrotta e autoritaria dove la classe politica è ancora profondamente legata al passato nazista.

Ma l’Austria di Bernhard è insieme un luogo concreto e una metafora. Così come lo è la piazza che dà nome al testo, Piazza degli Eroi, la stessa da cui nel 1938 Hitler annunciò alla folla acclamante l’annessione dell’Austria al destino nazista della Germania.

Per comprendere oggi il senso di questo testo visionario e catastrofico non servono indicazioni di luogo e di tempo: ogni spettatore, ogni spettatrice capirà subito che l’azione può svolgersi in una qualsiasi piazza da comizio di una qualsiasi città d’Europa, dove le voci, feroci e smarrite, invocano ancora una volta l’uomo forte.


Note di regia

Ognuno degli spettatori che assisterà a una recita di Piazza degli Eroi, capirà subito che l’azione si svolge in una qualsiasi piazza da comizio, di una qualsiasi città d’Europa. L’Austria di Bernhard (dallo scrittore intravista profeticamente nei primi consensi per Haider), nel giro di una trentina e passa d’anni, è ormai ovunque. La storia del professor Schuster, una mente matematica filosofica, suicida per protesta contro l’avanzare della barbarie antisemita, è raccontata dal drammaturgo in una partitura a più voci, modulando una orchestrazione perfetta dove appaiono come relitti citazioni di altri grandi testi – tra tutti, Il giardino dei ciliegi di Čechov. La piazza e le voci inneggianti che si levano a disturbare la mente sconvolta della vedova del suicida, sono la piazza e le voci che ovunque nell’Europa smarrita di oggi invocano l’uomo forte, “un regista che li sprofondi definitivamente nel baratro”, come dice lo zio Robert, il fratello del suicida, parafrasando lo stesso Bernhard.
Ad affiancarmi in questa impegnativa impresa, quali cerimonieri e testimoni del mio incontro con Napoli, ho chiamato Renato Carpentieri, geniale attore e intellettuale, da tempo mio complice, e Imma Villa, una delle grandi interpreti del teatro italiano, un’artista della scena la cui fama non è ancora pari al talento.

Roberto Andò

Acquista a partire da 11,50

Dati artistici

di Thomas Bernhard
Roberto Menin
regia Roberto Andò
con Renato Carpentieri, Imma Villa, Betti Pedrazzi, Silvia Ajelli, Paolo Cresta, Francesca Cutolo, Stefano Jotti, Valeria Luchetti, Vincenzo Pasquariello, Enzo Salomone

scene e luci Gianni Carluccio
costumi Daniela Cernigliaro
suono Hubert Westkemper
aiuto regia Luca Bargagna
assistente alle scene Sebastiana Di Gesù
assistente ai costumi Pina Sorrentino
produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Fondazione Teatro della Toscana – Teatro Nazionale

foto di Lia Pasqualino

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