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Catarina e a beleza de matar fascistas

Teatro Storchi

A proposito di questo spettacolo

Da una coproduzione internazionale di quindici teatri e festival, fra cui Emilia Romagna Teatro Fondazione, nasce Catarina e a beleza de matar fascistas, il nuovo lavoro di Tiago Rodrigues, autore, attore e regista portoghese, direttore artistico del Teatro Nacional D. Maria II di Lisbona. Questa famiglia uccide fascisti. È una tradizione per tutti i membri da più di 70 anni. Oggi si sono riuniti in una casa di campagna vicino a Baleizão, un villaggio nel sud del Portogallo. La più giovane, Catarina, sta per uccidere il suo primo fascista, rapito proprio per questo scopo. È un giorno di celebrazioni, di bellezza e di morte. Tuttavia Catarina si scopre incapace di ucciderlo e si rifiuta di farlo. Scoppia un litigio famigliare ed emergono molte domande. Chi è un fascista? C’è posto per la violenza nella lotta per la conquista di un mondo migliore? Possiamo rompere le regole della democrazia mentre cerchiamo di difenderla? Nel frattempo, appare il fantasma di un’altra Catarina. Si tratta di Catarina Eufémia, una bracciante assassinata nel 1954 a Baleizão durante la dittatura fascista in Portogallo. Il fantasma arriva di notte, mentre la famiglia dorme, per parlare con il fascista che aspetta di sapere quale sarà il suo destino oggi.
Quello di Rodrigues è un teatro a profonda vocazione politica. La sua compagnia Mundo Perfeito, creata nel 2003 con Magda Bizarro, ha dato vita negli anni a un linguaggio originale, sperimentando formati di coinvolgimento attivo degli spettatori, lavorando sulla scrittura e la riscrittura del verso poetico e dell’azione scenica e raggiungendo il pubblico di tutto il mondo. Il progetto di Catarina, immaginato poco prima della pandemia, affronta la crescita esponenziale dei populismi nell’Europa contemporanea: partendo dall’attualità e dialogando con gli scrittori che hanno indagato i fenomeni del totalitarismo e della violenza politica nella storia, gli artisti hanno avviato una riflessione sul senso di impotenza di fronte al potere autoritario e all’ingiustizia e, allo stesso tempo, sulla capacità del teatro di intervenire sulla realtà. La pandemia ha reso ancora più urgenti questi temi, ponendo nuove questioni: in che modo i demagoghi populisti di estrema destra, già abili nello sfruttare la paura e la miseria, impiegheranno il loro opportunismo di fronte all’emergenza sanitaria e all’inevitabile recessione economica? In quale misura il senso di impotenza delle democrazie si aggraverà di fronte alla retorica di una politica xenofoba e autoritaria che invoca il valore fondamentale della libertà di espressione? Quanto tempo ci vorrà prima che le persone che oggi vivono in democrazia accettino di acconsentire a una dittatura eccezionale per risolvere problemi eccezionali?
Lo spettacolo, la cui produzione interrotta dal lockdown è ripresa all’indomani della riapertura, ha accolto le suggestioni di un tempo completamente stravolto, in cui catastrofismo e iperrealismo rischiano di imprigionare la creatività, per accogliere una sfida: proiettare il racconto in un futuro prossimo, immaginando i mesi a venire fra distopia e nuove prospettive possibili.

spettacolo in portoghese con sottotitoli in italiano
prima nazionale

Dati artistici

testo e regia Tiago Rodrigues
con António Fonseca, Beatriz Maia, Isabel Abreu, Marco Mendonça, Pedro Gil, Romeu Costa, Rui M. Silva, Sara Barros Leitão
spazio scenico F. Ribeiro

costumi José António Tenente
luci Nuno Meira
design del suono Pedro Costa
produzione Teatro Nacional D. Maria II (Portogallo)
co-produzione Wiener Festwochen, Emilia Romagna Teatro Fondazione (Modena), ThéâtredelaCité – CDN Toulouse Occitanie & Théâtre Garonne Scène européenne Toulouse, Festival d’Automne à Paris & Théâtre des Bouffes du Nord, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Hrvatsko Narodno Kazalište (Zagreb), Comédie de Caen, Théâtre de Liège, Maison de la Culture d’Amiens, BIT Teatergarasjen (Bergen), Le Trident – Scène-nationale de Cherbourg-en-Cotentin, Teatre Lliure (Barcelona), Centro Cultural Vila Flor (Guimarães), O Espaço do Tempo (Montemor-o-Novo)

foto di Pedro Macedo

 

una produzione di Catarina e a beleza de matar fascistas • Produzione Emilia Romagna Teatro
con il sostegno di

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