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Siamo andati sui monti più alti

Siamo andati sui monti più alti

Parole di condannati a morte della Resistenza

In occasione del 50° anniversario della Liberazione e di una mostra fotografica, Dalla parte della libertà, realizzata a Modena nell’aprile 1995, a Roberto Roversi viene richiesta una collaborazione. Senza esitare, egli riprende in mano le Lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana – materiale che ritiene ancora incandescente – e stabilisce con le parole che donne e uomini, spesso giovanissimi, vergarono in prossimità della morte, un corpo-a-corpo dall’esito sorprendente.
Si tratta di un libretto, Siamo andati sui monti più alti (ora riproposto a trent’anni di distanza), in cui brevi passi di quelle lontane missive vengono trascritti con un procedimento da lui definito di “versificazione”. In tal modo, quelle stesse parole sembrano assumere una forza nuova, che lascia senza fiato, specie se ne avvertiamo l’urgenza e la necessità; e si viene così raggiunti da una sollecitazione che ci obbliga, ancora una volta, a riflettere sul senso profondo della parola libertà, mantenendo e alimentando la memoria di una conquista. La pubblicazione è corredata da testi di Claudio Silingardi e Fausto Ciuffi, e da un intervento del sindaco di Modena Massimo Mezzetti.

Venerdì 6 novembre dalle ore 18 – presentazione 

Massimo Mezzetti
Sindaco di Modena

Claudio Silingardi
Istituto Storico di Modena

Fausto Ciuffi
Fondazione Villa Emma

letture a cura di
Anna Amadori

in collaborazione con la Libreria Ubik


Info:
ingresso libero 
Ritrovo presso le lapidi di Piazza Grande sul palazzo dell’Arcivescovado
In caso di maltempo, l’intero programma si svolgerà in Galleria Europa


Bio
Roberto Roversi (1923-2012), poeta, scrittore, autore teatrale e di testi per canzoni, è stato per sessant’anni libraio, gestendo a Bologna, insieme alla moglie Elena Marcone, la Libreria Palmaverde, luogo d’incontri, di progettazione e di edizione di riviste letterarie come “Officina” e “Rendiconti”. Fu partigiano a vent’anni, in Piemonte, senza mai ricordare quell’esperienza con nostalgia o retorica, ma sempre come un discorso “ancora aperto”. Tra i suoi libri ricordiamo Dopo Campoformio, Le descrizioni in atto (distribuite in ciclostile al di fuori dei tradizionali circuiti editoriali), I diecimila cavalli, L’Italia sepolta sotto la neve, Libri e contro il tarlo inimico.