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La semplicità ingannata

Teatro Storchi

A proposito di questo spettacolo

Seconda tappa del progetto sulle Resistenze femminili in Italia di Marta Cuscunà; classe ’82, l’artista friulana ha già ricevuto numerosi premi e riconoscimenti fra cui Premio Hystrio – Altre Muse (2019), Premio ANCT – Associazione Nazionale Critici di Teatro (2018), Premio Rete Critica (2017) e Finalista Premio Ubu come miglior performer (2016).

Il percorso sulle resistenze femminili ha come obiettivo quello di smantellare i pregiudizi e gli stereotipi sul femminismo, raccontando esempi positivi di donne che hanno lottato per riscattare la condizione femminile. Durante la lotta di Liberazione, le giovani partigiane avevano avuto un’intuizione molto importante nel considerare la donna come una risorsa fondamentale per la pace e la giustizia, quindi per la società. Questa intuizione, che pure anticipava di molti decenni la nascita di un vero e proprio movimento femminista, aveva, in realtà, radici profonde nella storia del nostro paese fin dalla seconda metà dell’Ottocento. Ma poco si sa di alcuni importanti tentativi di emancipazione femminile avvenuti in Italia già nel Cinquecento, immediatamente soffocati e dimenticati.

La semplicità ingannata è liberamente ispirato alle opere letterarie di Arcangela Tarabotti e alla vicenda delle Clarisse di Udine che attuarono una forma di resistenza davvero unica: trasformarono il convento in uno spazio di contestazione, libertà di pensiero e di dissacrazione dei dogmi religiosi e della cultura maschile, con un fervore culturale impensabile per l’universo femminile dell’epoca. Lo spettacolo mette in scena il destino collettivo di generazioni di donne e della possibilità di farsi “coro” per cambiarlo.

Dati artistici

di e con Marta Cuscunà
assistente alla regia Marco Rogante
disegno luci Claudio “Poldo” Parrino
disegno del suono Alessandro Sdrigotti
tecnica di palco, delle luci e del suono Marco Rogante, Alessandro Sdrigotti
realizzazioni scenografiche Delta Studios, Elisabetta Ferrandino
realizzazione costumi Antonella Guglielmi
produzione Centrale Fies, Operaestate Festival Veneto

cura e promozione Centrale Fies
distribuzione Laura Marinelli
con il sostegno di Provincia Autonoma di Trento-T-under 30, Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol, Comitato Provinciale per la promozione dei valori della Resistenza e della Costituzione repubblicana di Gorizia, A.N.P.I. Comitato Provinciale di Gorizia, Assessorato alla cultura del Comune di Ronchi dei Legionari, Biblioteca Sandro Pertini di Ronchi dei Legionari, Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Monfalcone, Claudio e Simone del Centro di Aggregazione Giovanile di Monfalcone
con il sostegno dei partecipanti al progetto di microcredito teatrale Assemblea Teatrale Maranese-Marano Lagunare UD; Federico Toni; Laboratorio Teatrale Re Nudo-Teatri Invisibili; Nottenera.Comunità_Linguaggi_Territorio; Bonawentura/Teatro Miela-Trieste; Spazio Ferramenta; Tracce di Teatro d’Autore; L’Attoscuro Teatro – Montescudo di Rimini.
Liberamente ispirato a Lo spazio del silenzio di Giovanna Paolin, (Ed. Biblioteca dell’Immagine, 1998)
Marta Cuscunà fa parte del progetto Fies Factory

foto di Alessandro Sala Cesuralab

Notizie utili

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