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La Ginevra degli Almieri

Giardini Ducali

A proposito di questo spettacolo

Lo spettacolo sarà introdotto da un intervento della dottoressa Monica Cellini e dell’Assessore Andrea Bortolamasi che presenteranno il progetto 2020/2021 In baracca con Alex.

La storia di Ginevra degli Almieri, la “sepolta viva”, viene tramandata grazie alla tradizione orale dal XV secolo fino a diventare una storia popolarissima grazie anche al poemetto che ne ha tratto Agostino Velletti. Siamo a Firenze alla fine del XIV secolo: la bellissima Ginevra viene obbligata dal padre a sposare Francesco, della nobile casata degli Agolanti. La ragazza obbedisce, ma in realtà è innamorata di Antonio, di modesti natali. Nel mentre, la peste infuria e Ginevra si ammala a tal punto da essere creduta morta, per cui viene tumulata in gran fretta in un sepolcro per timore del contagio. Risvegliatasi con orrore nella tomba, Ginevra riesce fuggire, ma viene scambiata per fantasma, e sia il padre che il marito ne rimangono atterriti e nessuno la soccorre, anzi la scacciano. Compiuto invano il suo dovere di figlia e di sposa, a Ginevra non resta che recarsi dal suo amato Antonio, che ovviamente l’accoglie. Nel lieto fine lei guarisce e l’amore trionfa: il matrimonio con Francesco verrà sciolto, avendola ripudiata nel momento del bisogno.

In baracca con Alex nasce in collaborazione con il Comune di Modena, l’associazione culturale modenese “I burattini della Commedia”, i burattinai bolognesi di “Fuori porta” oltre a Mattia Zecchi, Riccardo Pazzaglia, il “Maestro” Romano Danielli e Stefania Galliani moglie di Alex. La prima edizione è del 2016, modenesi e bolognesi insieme per ricordare l’amico burattinaio Alessandro Barberini, scomparso nel 2014, che attraverso il suo lavoro ha portato avanti l’idea del valore anche terapeutico dell’arte del raccontare storie con “le teste di legno”. Il ricavato del primo anno del progetto è stato destinato all’attivazione di due borse di studio per il primo corso di specializzazione sull’uso del burattino in ambito sociale, educativo e medico sanitario, attivato dall’Università di Modena e Reggio Emilia nel 2017. Grazie alla partecipazione al corso di due insegnanti dello “Spazio Incontro” del reparto di Pediatria e Oncologia Pediatrica del Policlinico di Modena sono state avviate attività rivolte ai piccoli pazienti e alle loro famiglie. Il successo dell’iniziativa e la fruttuosa collaborazione con le insegnanti e i medici del reparto, hanno reso il burattino a essere, oltre un mezzo teatrale, un potente strumento comunicativo di ausilio alla cura per infermieri, medici e psicologi. Dal 2019 tre aree di Unimore: il Dipartimento di Scienze Umane ed Educazione, la struttura complessa di Oncoematologia Pediatrica del Policlinico di Modena e il Dipartimento di Ingegneria dei Materiali sono coinvolte nella realizzazione di una serie di attività volte a migliorare la qualità della vita dei pazienti pediatrici, a rispondere ai loro bisogni e a quelli delle loro famiglie. La puppet therapy rappresenta una profonda innovazione rispetto al modo di concepire la cura nell’infanzia e nell’adolescenza. Si tratta quindi di un progetto volto allo sviluppo di strumenti metodologici per accompagnare i bambini ospedalizzati, aiutandoli a comprendere quello che provano e ciò che hanno intorno per non averne paura. Il progetto risponde all’importante sfida sociale del miglioramento della qualità della vita del malato attraverso un’attenta formazione del personale.

Dati artistici

con Romano Danielli, Mattia Zecchi, Marco Iaboli, William Melloni, Riccardo Pazzaglia, Moreno Pigoni e Grazia Punginelli
In baracca con Alex