Crave
Teatro delle Passioni
A proposito di questo spettacolo
Un canto d’amore, desiderio e perdita diretto e interpretato dall’attrice italo-americana Leda Kreider ispirato a “Febbre”, una delle opere più taglienti di Sarah Kane.
«Non ho musica, Cristo, vorrei avere la musica. Invece ho solo parole» scrive Sarah Kane, drammaturga britannica autrice di culto della scena contemporanea. Le sue parole nude e affilate sono il cuore pulsante di Crave, opera che scava nell’abisso dell’amore, del desiderio e della perdita, diretta e interpretata da Leda Kreider, attrice italo-americana abile nell’abitare lingue, stati e identità molteplici. Quattro voci – A, B, C, M – si rincorrono, si sovrappongono, si contraddicono in un flusso musicale frammentato, simile a una partitura emotiva. Una di queste resta in inglese, la lingua originale del testo, creando un campo di tensione e di risonanza con l’italiano, un dialogo tra le due anime linguistiche dell’interprete. La scena, rarefatta, attraversata da strutture mobili, paesaggi sonori e immagini proiettate, diventa un ambiente mentale in cui corpo, parola e suono si inseguono. Un canto amaro, visionario, per dare forma a una radicale riflessione sul presente: «solo l’amore può salvarmi, ed è l’amore che mi ha distrutto».
spettacolo in italiano e inglese con sovratitoli in italiano
prima assoluta
Durata: 1 ora e 15
Repliche
Al 11/02/2026
Dati artistici
assistente alla regia Antonio Perretta
scene Paolo di Benedetto
progetto sonoro Gianluca Agostini
musiche composte ed eseguite al violino Virginia Sutera
visual Raffaella Rivi
luci Lorenzo Maugeri
direttrice di scena e macchinista Eugenia Carro
tecnico video Pietro Tirella
produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, TrentoSpettacoli
progetto selezionato nell’ambito del bando Maturazione 2024, parte dell’Accordo di Programma tra Regione Veneto e Teatro Stabile del Veneto per la realizzazione del Progetto Te.S.eO. Veneto – Teatro Scuola e Occupazione (DGR n.1646 del 19 dicembre 2022)
immagine di copertina Laura Kreider
foto di Luca Del Pia