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Ana contra la muerte

(Anna contro la morte)

Teatro Storchi

A proposito di questo spettacolo

Le possibilità di morire sono estremamente alte, ma quelle di non essere mai nati lo sono molto di più.

Una donna, una madre, la sua sofferenza per un figlio che rischia di perdere. La paura della morte e la forza  del palcoscenico.
Lo spettacolo racconta di una madre e di tutte le cose che deve affrontare per cercare di salvare la vita di suo figlio.
È la storia di una donna che comprende che bisogna opporsi alla morte con tutte le forze.

Ana è la protagonista di questa vicenda raccontata con amore, sotto forma di dialogo, che vuole incoraggiare lo spettatore ad attraversare le difficoltà della storia e delle sue sfaccettature attraverso la forza della recitazione.

Esprimere le questioni più complesse nella maniera più semplice
L’essenza e la potenza delle esperienze che viviamo, una volta montante e proiettate sul palcoscenico, ci permettono di percepire e riflettere sulle questioni che se osservate direttamente ci risulterebbero davvero insopportabili, come la naturalezza della morte e l’eccezione della nascita.

Ricorrere alle origini e alla tradizione della scrittura teatrale per una nuova forma

La necessità di cambiare scrittura riporta il drammaturgo uruguyano a un rinnovato legame con le origini della scrittura teatrale trovando nel dialogo un punto di partenza, dialoghi immaginati che esistono proprio perché accadono sulla scena. 

A partire proprio da ciò, il drammaturgo ha tentato di pensare a tutti i dialoghi difficili che una madre deve affrontare quando è spinta, legittimamente, a fare l’impossibile per salvare la vita di suo figlio.

La storia drammaturgica inoltre evoca emotivamente  una dolorosa vicenda personale dell’artista – la morte prematura della sorella – e questo, l’ha portato a cambiare radicalmente la sostanza della sua drammaturgia e rispettare l’entità e il dolore che l’argomento stesso richiedeva.


Note di regia

“Da tempo sentivo il bisogno di provare un altro tipo di scrittura. Avevo la sensazione che a poco a poco stavo sovraccaricando il muscolo della scrittura con i miei lavori precedenti e, dopo il debutto del mio ultimo spettacolo nel 2018, ho sentito la necessità di provare un nuovo tipo di scrittura. Per questo, invece di progredire o di lanciarmi sul nuovo, mi sono rivolto alle origini della scrittura teatrale trovando nel dialogo un buon punto di partenza. Per questo ho deciso di immaginare tutti i dialoghi difficili che una madre deve affrontare quando è spinta, legittimamente, a fare l’impossibile per salvare la vita di suo figlio. È così che nasce “Ana contra la muerte”, proviene ed è percorsa da un’esperienza dolorosa e personale come la morte di mia sorella a 35 anni. Avendo cura di rispettare il materiale nella sua essenza fittizia mi sono convinto a cambiare radicalmente la sostanza della mia drammaturgia e rispettare l’entità e il dolore che l’argomento stesso richiedeva.”

Gabriel Calderón

prima nazionale

Durata 80 minuti

Acquista a partire da 13,50

Dati artistici

scritto e diretto da Gabriel Calderón
traduzione Teresa Vila
con Anna Gualdo
e Chiara Alonzo, Fonte Fantasia, Paola Francesca Frasca, Lisa Imperatore, Chiara Tomei
scene Paola Castrignanò
costumi Eleonora Terzi
luci Vincenzo Bonaffini

assistenti alla regia Teresa Vila e Daniel Papa De Dios
preparazione al canto Cristina Renzetti
direttore tecnico Massimo Gianaroli
direttore di scena e capo macchinista Emiliano Gisolfi
capo elettricista Lorenzo Maugeri
fonico Alberto Irrera
sarta Eleonora Terzi
responsabile del Laboratorio e capo costruttore Gioacchino Gramolini
costruttori Tiziano Barone, Riccardo Betti, Marco Fieni, Sergio Puzzo
scenografe realizzatrici Ludovica Sitti e Sarah Menichini, Benedetta Monetti, Rebecca Zavattoni
produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione

documentazione video Francesca Cappi, Riccardo Frati
foto di scena Serena Pea

Acquista a partire da 13,50
una produzione di Ana contra la muerte • Produzione Emilia Romagna Teatro