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SOSPESO // Alla voragine

(Là dov’è l’ingresso, è anche l’uscita)

Teatro delle Passioni

A proposito di questo spettacolo

Pietro Babina torna a dirigere per Emilia Romagna Teatro Fondazione un suo lavoro, che riflette su nascita e morte, su quell’attraversamento del mondo che ognuno di noi è chiamato a compiere, nel tempo destinato.

Questa è la storia di un uomo (potrebbe anche essere una donna) per il quale è impossibile sopravvivere.  Per quest’uomo non esiste una possibilità diversa dal vivere. Vi sono dei tipi umani fatti così. O forse non sono spaccatamente umani. Sono rimasti in qualche modo, in qualche parte, animali. Privati della loro vita specifica, del loro selvatico, non riescono più ad essere. Lentamente muoiono. A volte il loro corpo si ostina a resistere. Comincia così un cammino inconscio ma ostinato, una ricerca inevitabile, per completare il processo che conduce all’estinzione. Come si fosse aperta una voragine, un gorgo divoratore.
Ora ti stai domandando: “Ma cosa appare sulla scena? Cosa si vede? Che parole vengono dette?”
Appare una stanza. Si vedono, non più di due persone per volta. Parlano. Evocano una perdita incolmabile. Cercano di porvi rimedio.
Ti domandi ora: “E ci riescono?”
Certo, poiché qualunque cosa accada, qualunque piega prendano i fatti, si giungerà al finale. Questo è il solo e inesorabile rimedio, concesso a qualunque racconto, anche al più astratto, anche al più visionario, anche al più realistico. Ma tutto ciò che appare, tutto ciò che si vede, ogni parola, è l’emblema di un’altra narrazione, criptata nelle cose quotidiane, inscritta nei gesti inconsapevoli, riflessa nelle parole che creano frasi. Due persone parlano d’amore ma intendono la morte. Due persone parlano di disperazione ma intendono vita. Due persone si guardano negli occhi e vedono tutto il mondo. Due persone parlano di fine ed è solo un inizio.

Siamo stati chiamati nel mondo.
Entrati per una voragine.
Nessuno di noi sa perché.
Nonostante questo, lottiamo per rimanere.
Qualcuno in modo generico.
Qualcuno in modo specifico.
I secondi vivono più forte.
Ma in un equilibrio più fragile.
La loro lotta ha un fuoco preciso.
Che concentra la forza vitale,
Come i raggi del sole attraverso una lente.
Ma una volta perduto quel fuoco,
Per compimento o per fato,
La voragine si riapre.
Li richiama all’origine.
E non vi è nulla da fare.
Come, misteriosamente,
Sono stati chiamati nel mondo,
E hanno obbedito,
Così, vengono ora chiamati al non mondo,
e ubbidiranno.
Per una voragine sono entrati.

Note

Consigli di lettura dalla Biblioteca Delfini:

  • Renata Molinari e Cristina Ventrucci (a cura di), Certi prototipi di teatro: storie, poetiche e sogni di quattro gruppi teatrali: Fanny & Alexander, Masque, Teatro, Motus, Teatrino clandestino, Ubulibri 2000
  • Altre Velocità (a cura di), Un colpo: disegni e parole del teatro di Fanny & Alexander, Motus, Chiara Guidi Societas Raffaello Sanzio, Teatrino clandestino, Longo 2010

Dati artistici

di Pietro Babina
con Pietro Babina e Tamara Balducci
aiuto regia Mila Vanzini

scene, costumi e luci Pietro Babina
produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione

una produzione di SOSPESO // Alla voragine • Produzione Emilia Romagna Teatro

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Prosa 12

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